Peggy fa i biscotti è un albo pensato per i piccolissimi: è inserito nella categoria libri 0-3 anni, e pur non essendo cartonato ha un formato piccolo, perfetto per essere tenuto dalle manine dai 18 mesi in su. Sono convinta che accenderà con tenerezza molti ricordi in noi adulti.
La trama è semplice e lineare, come è giusto che sia per questa fascia d’età. Questa volta fa così freddo che Peggy non può uscire con il papà e così accetta con entusiasmo la sua proposta: fare i biscotti!
Se per noi adulti la cucina è soprattutto il luogo in cui si prepara il cibo, per una bambina così piccola diventa un’occasione di conoscenza della realtà a 360 gradi, proprio come fanno i bambini a quell’età.
C’è il profumo della scorza di limone,
le mani che affondano nel burro morbidissimo e che rendono le dita luccicanti,
il dolce dello zucchero,
la nuvola bianca della farina che cade.
La realtà si conosce attraverso il corpo e i cinque sensi, ma anche attraverso ciò che puoi o non puoi ancora fare: per esempio aprire le uova (quello lo fa il papà!), osservare, imitare, riprovare.
Anche in questo episodio della serie, quello che mi affascina è la libertà che gli adulti intorno a Peggy le lasciano.
Una libertà di sperimentare entro limiti chiari, ma reali: può sporcarsi, può provare, può sbagliare un pochino.
Come nei libri precedenti, la mamma, il nonno, i fratelli più grandi – e ora il papà in cucina – sono adulti che conoscono il modo in cui lei conosce il mondo e scelgono di accompagnarla, non di sostituirsi a lei.
Il risultato si vede subito: Peggy è una bambina sicura, curiosa, positiva, che si muove in un ambiente che la sostiene e si fida di lei.
Ancora una volta riconosco l’enorme lavoro che l’editore Camelo Zampa, insieme alla consulenza scientifica dei professori Silvia Blezza Pichele e Luca Ganzerla, è riuscito a realizzare portando in Italia un altro titolo della fortunata serie di Tonka Uzu.
Come non essere immensamente grati per: i ricordi che questo libro riesce a far riaffiorare, ma anche per la possibilità di guardarci come genitori ed educatori e chiederci se possiamo essere, forse, un po’ diversi, un po’ più accoglienti verso la sperimentazione dei bambini?
Grazie, davvero.
Un libro piccolo, ma pieno di profumo di biscotti e fiducia.









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