I tre capretti furbetti al parco acquatico: una fiaba reinventata con una fantasia incontenibile!
E se un giorno i tre capretti, anziché andare alla malga, decidessero di trascorrere una giornata al parco acquatico?
Come pagherebbero l’ingresso? Quali costumi indosserebbero, non avendone mai avuto uno? E il terribile troll che li aspetta sotto il ponte? Che fine farebbe?
È da questa premessa irresistibile che nasce I tre capretti furbetti al parco acquatico, scritto da Bjørn F. Rørvik, illustrato da Gry Moursund e pubblicato in Italia da Camelozampa.
I tre capretti stanno percorrendo la solita strada verso la malga quando un cartello attira la loro attenzione: un parco acquatico a soli duecento metri! Perché non cambiare programma? In fondo, sarebbe anche un ottimo modo per evitare quel terribile troll che ogni anno li aspetta sotto il ponte.
Tra costumi improbabili, scivoli e toboga, i tre sembrano pronti a trascorrere una giornata indimenticabile. Ma il troll non ha nessuna intenzione di uscire dalla storia e, quando compare al parco acquatico, la situazione prende una piega decisamente movimentata. Come riusciranno questa volta i capretti a liberarsi di lui?
Bjørn F. Rørvik, autore norvegese molto amato in patria, compie un’operazione che trovo particolarmente riuscita: prende una fiaba della tradizione e la trasporta ai giorni nostri, senza però farle perdere la sua natura fantastica. I personaggi sono quelli che conosciamo, così come il rapporto tra i capretti e il troll, ma cambiano il contesto, le situazioni e soprattutto i dialoghi, freschi, scanzonati e vicinissimi al linguaggio dei bambini. Il risultato è una narrazione dal ritmo travolgente, piena di imprevisti e trovate comiche.
E poi ci sono le illustrazioni di Gry Moursund, che sono forse la cosa che più mi ha conquistata. A guardarle sembra quasi che l’illustratrice abbia preso in prestito la mano e, soprattutto, l’immaginazione dei bambini. Il suo è un universo visivo esuberante, caotico, eccentrico, coloratissimo. Le proporzioni si deformano, i personaggi si muovono in tutte le direzioni e i particolari si moltiplicano, spesso con una libertà espressiva che ricorda proprio quella dei disegni infantili.
C’è un contrasto che trovo meraviglioso: la narrazione corre velocissima, mentre le illustrazioni chiedono agli occhi di fermarsi. Ogni tavola offre qualcosa che non avevamo ancora notato, qualche piccola storia laterale, un dettaglio buffo che si aggiunge al racconto principale. Testo e immagini sembrano divertirsi insieme, ciascuno con le proprie possibilità espressive.
Immagino già qualcuno storcere il naso davanti a una fiaba della tradizione così profondamente trasformata. Io, invece, vi suggerisco di provare a metterla nelle mani dei bambini e osservare cosa succede.
L’ho letta alle mie seconde, durante uno degli ultimi momenti trascorsi insieme. Abbiamo riso moltissimo, ma la cosa che più mi è rimasta impressa è successa dopo la lettura: i bambini mi hanno chiesto di lasciare il libro esposto e hanno trascorso un intero intervallo a riguardarne le illustrazioni. Sono tornati spontaneamente tra quelle pagine, a cercare particolari, osservare personaggi e scoprire ciò che durante la lettura era sfuggito.
Ecco, per me questo è un segno bellissimo della riuscita di un albo: quando la storia è finita, ma i bambini hanno ancora voglia di starci dentro.
I tre capretti furbetti al parco acquatico è una delle ultime letture con le mie vecchie seconde che porto nel cuore, come uno dei momenti più divertenti e colorati vissuti insieme.
Una fiaba reinventata con intelligenza, capace di far ridere e di restituire ai bambini il piacere di incontrare una storia antica come se fosse completamente nuova.










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