Emozioni

Io non ho paura

Io non ho paura

Maestra, io ho paura…. ma non dirlo a nessuno

Tutti i bambini, specialmente i piccoletti di prima, arrivano a confessarti a un certo punto che hanno paura di qualcosa o di qualcuno.

Oggi, però, ruberò un po’ del nostro tempo insieme per parlarvi dei bambini più piccoli: quei bambini – come la mia amata nipotina Tecla – che hanno paura degli uomini con la barba (tra cui, ahimè, figura anche suo zio), dell’aspirapolvere, del clacson delle macchine, dell’acqua del mare, del buio…. Insomma, tutta quelle paure che caratterizzano alcuni dei nostri piccolini intorno ai 2-3 anni e che a volte ci sembrano così strane e insensate….

Come forse saprete (chi non lo sa, non si spaventi, non è nulla di grave) spesso sono accompagnate da impazienza, irritabilità, a volte addirittura pianti disperati!
Come gestirli, come superarli?

Innanzitutto partiamo da un presupposto fondamentale: le paure, anche quelle degli adulti, servono proprio per la sopravvivenza, sono un campanello di allarme che ci avverte quando potrebbe esserci un pericolo per la nostra incolumità. A volte però, questo campanello suona anche in situazioni che in fondo pericolose non sono…

Come comunicarglielo (e comunicarcelo)? Affrontandole.
Non c’è nulla di più educativo dell’esperienza stessa. Sperimentare quella situazione e vedere che non c’è nulla da temere ci permetterà di “aggiustare” il nostro campanello sui nuovi parametri:
Barba > no pericolo,
cane che abbaia > pericolo,
cane che abbaia dietro ad una ringhiera > no pericolo (Tanto non mi prendiiii!!!).

Non sempre però è così facile infondere sicurezza ai nostri piccoli e non sempre la situazione di “non pericolo” è così evidente.
Come fare in questi casi? Qual è la strada, qual è il cammino che bisogna intraprendere?
Anche questa volta ci viene in aiuto uno dei nostri cari libri, “Io non ho paura” (scritto dall’autore ed illustratore @barrouxillustration ed edito da @edizioniclinchy), svelandoci il segreto:

“A casa, quando arriva il temporale e ci sono i tuoni
e la pioggia balla il tip tap sulle tegole del tetto
IO NON HO PAURA!
Sai perchè?
Perchè ho il mio pupazzo”.

Ecco che fa la sua comparsa il famoso “oggetto transizionale” introdotto da Winnicott (pediatra e psicoanalista inglese). Con questo termine altisonante viene identificato il dou dou, la maglietta, il coniglietto, l’orsetto, la copertina (si esatto, proprio come quella di Linus!), insomma un oggetto fisico che fornisce conforto psicologico al bambino, sostituendo progressivamente il legame simbiotico madre-figlio.

You Might Also Like

No Comments

Leave a Reply