Emozioni Io e te

Il cavallo di Adrian

Il cavallo di Adrian

“Ma lo sai che Giacomino viene sempre sgridato dalla maestra e dice un sacco di bugie?”.

Pur in mezzo a una pandemia globale e a casa da scuola per la gravidanza, non riesco a stare lontana dai bambini, li ascolterei per ore…

E proprio l’altro giorno una stupenda bambina di 7 anni mi raccontava della sua classe e del suo compagno “caso umano” che fa sempre cose sbagliate (anche un po’ per rassicurarmi – e rassicurarsi – che lei invece “non è assolutamente così”!).

I bambini anche se piccoli non sono stupidi e vedono molto bene quello che “non va”.
Vedono che lui non ha mai le cose giuste in cartella, ha un cattivo odore, porta sempre gli stessi vestiti e che delle volte la maestra lo chiama alla cattedra e gli regala un quaderno o una matita.

Questi bambini si trovano in ogni classe: solitamente è anche abbastanza difficile giocarci insieme e con loro la maestra dice che “bisogna portare pazienza”.

Nel libro di cui vi parlo oggi, Il Cavallo di Adrian, l’autore @marcycampbell descrive benissimo questo fenomeno. Mi ha colpito tantissimo come la storia del suo Adrian Cox, il “caso umano” del libro, sia così simile a quella di tanti bambini che ho conosciuto.

“Stai dicendo una bugia!”.
Anche se ero a testa in giù, ho visto ugualmente gli occhi di Adrian diventare molto tristi.

I racconti di Adrian agli occhi di Anna sembrano inutili e stupide bugie… Finché la sua mamma, senza tanti giri di parole o spiegazioni difficili, fa un gesto piccolo ma potentissimo. Porta Anna, sua figlia, a casa di Adrian.

Il cavallo di Adrian

Il cavallo di Adrian
Il cavallo di Adrian

“Stai dicendo una bugia!”.
Anche se ero a testa in giù, ho visto ugualmente gli occhi di Adrian diventare molto tristi.

I racconti di Adrian agli occhi di Anna sembrano inutili e stupide bugie… Finché la sua mamma, senza tanti giri di parole o spiegazioni difficili, fa un gesto piccolo ma potentissimo. Porta Anna, sua figlia, a casa di Adrian.

Lei, vedendo dove abita, quel suo giardino piccolissimo, trovandosi lì insieme a lui, scopre che Adrian non è un bugiardo, ma un bambino con una fantasia incredibile e… Si, insomma, è “quasi bello” stare con lui!

Se mi guardo indietro, anche a me è successo più volte: persone che ritenevo insopportabili perché diverse da me, una volta conosciute sono diventate quasi tra le mie migliori amiche/amici.

Lo trovo davvero un libro bellissimo, che parla dell’accoglienza della diversità e delle stranezze senza usare tanti paroloni psicologici e senza tante spiegazioni, ma attraverso una cosa semplice e banale come il gioco.
Così semplice, che lo capirebbe anche un bambino! E chissà che allora non lo capiamo un po’ meglio anche noi. 😉


You Might Also Like

No Comments

Leave a Reply