Dimodoché: scavare, immaginare, capire
Dimodoché è un piccolo grande classico, pubblicato nel 2016. In un mercato editoriale bulimico, che ogni settimana propone novità più o meno memorabili, forse vale la pena fermarsi e chiedersi se non esistano libri capaci di restare.
L’ho incontrato quasi per caso, durante una ricerca su tutt’altro, e mi ha subito colpita.
La protagonista è una ruspa umanizzata, ma senza perdere nulla della sua natura: adora scavare. Lo fa con un entusiasmo contagioso, quasi instancabile. Scaverebbe anche di notte, se non fosse per la gru — unico personaggio senza ruote, quindi immobile — che le ricorda che di notte ci sono i grilli.
Eppure, mentre scava, iniziano ad affiorare domande. Domande semplici e profondissime insieme: perché bisogna scavare così tanto? Dove finisce tutta quella terra? La ruspa è piccola, ma le sue domande sono grandi.
Così, dopo aver immaginato una montagna piena di cose belle, si interroga su quella grande buca che stanno creando. A cosa servirà?
A darle una risposta è l’autocisterna: diventerà un lago. “Dimodoché noi si fa il lago”, dice, in una frase dal sapore tipicamente toscano che dà titolo e ritmo all’intero albo.
E dopo tutto questo gran da fare, cosa resta da fare? Giocare. Una gara di discesa verso il fondo della buca, per vedere chi arriva prima. Ed è proprio in questo momento di gioco che accade qualcosa di inatteso: le betoniere e le altre macchine, abituate a guardare solo la terra, scoprono il cielo.
Uno spostamento di sguardo semplice e potentissimo.
Il testo, in rima, è musicale e coinvolgente, perfetto per la lettura ad alta voce dai 3 anni. Le immagini, costruite con la tecnica del collage, mostrano una precisione e una cura che richiamano la grande tradizione di Eric Carle e Leo Lionni, pur mantenendo una voce originale.
Dimodoché è un libro che parla di lavoro e di senso, di domande e di immaginazione, di profondità e di scoperta. Un albo che scava — è proprio il caso di dirlo — sotto la superficie.
Una curiosità in più: Dimodoché è diventato anche uno spettacolo.









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