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A caccia dell’orso

copertina

“A caccia dell’orso” – Un albo illustrato che lascia tracce profonde.

C’era una volta un albo illustrato che mi è rimasto nel cuore. Un libro che ho letto per la prima volta alla mia bambina quando aveva solo 18 mesi. Un’età in cui le parole si assorbono come musica, e le immagini parlano più di mille discorsi.

Oggi, che Cami ha 3 anni e mezzo, ho deciso di riprenderlo in mano. E sai cosa è successo? Dopo più di un anno… lo ricordava a memoria. Parola per parola, ritmo dopo ritmo. Perché certi libri, anche quando sembrano sparire, ci abitano dentro.

Il libro di cui ti parlo è un classico della letteratura per l’infanzia: “A caccia dell’orso” di Michael Rosen, illustrato da Helen Oxenbury.

Un albo che si vive, più che si legge. “A caccia dell’orso” è un albo che incanta già dalle prime pagine. Il suo testo è ritmico, ripetitivo e coinvolgente, ideale per la lettura ad alta voce.
I bambini lo adorano perché possono anticipare, ripetere, e sentirsi parte dell’avventura.

Un dettaglio stilistico affascinante?
Le illustrazioni alternano bianco e nero e colori in modo molto significativo: le scene in bianco e nero rappresentano i momenti di cammino, la transizione. Le scene a colori ci portano dentro il paesaggio esplorato: il fiume, il bosco, la neve…
È un espediente narrativo raffinato, che guida la lettura visiva con grande maestria.

E poi ci sono i risguardi, che raccontano anch’essi una storia.
E il fatto – rivelato in un’intervista – che i bambini protagonisti sono i figli dell’illustratrice.
Un dettaglio tenerissimo, che aggiunge un livello di intimità all’albo.

Da leggere… e da guardare online!
Se vuoi un’esperienza davvero completa, ti consiglio di cercare su YouTube Michael Rosen che legge il suo stesso libro in lingua originale: un mix perfetto di recitazione, ritmo e affetto per le parole.
È autore e attore, e si vede. Riesce a rendere questa semplice avventura un piccolo spettacolo teatrale.

Perché tornare ai libri fa bene. Ritrovare questo albo dopo tanto tempo è stato come riabbracciare un amico d’infanzia.
Mi ha ricordato quanto siano potenti i libri letti insieme: non solo per le parole che contengono, ma per le emozioni che lasciano.

Un albo illustrato può essere un seme. E come ogni seme, ha bisogno di cura, di tempo, ma anche di distanza. Perché solo quando torniamo a guardarlo, ci rendiamo conto di quanto ci sia cresciuto dentro.

E tu? Qual è stato il primo albo che hai letto al tuo bambino? Lo ricordate ancora insieme?

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