Avete presente l’amico di ogni santo giorno?
Quello caro, quotidiano, con cui litighi e con cui fai pace. Quello con cui fai colazione tutte le mattine. Quello della tua quotidianità, con cui non sei sempre dello stesso umore. Quello con cui chiacchieri del tempo di oggi come dei misteri della vita, a cui racconti cosa hai mangiato o cosa cucinerai.
Quello che abbracci. Quello con cui puoi stare in silenzio mentre mangi e guardi un bel panorama, senza sentirti in imbarazzo.
Ecco, ora al posto di quel riccio chiamato A e di quell’anatra chiamata B mettete un amico, un compagno di vita, un convivente, un familiare… e non potrete che amare — e desiderare di regalare — questo stupendo albo della giovane e talentuosa Sara Donati, abilissima nei paesaggi acquerellati, esplosioni pure di colore.
(Ah, che abilità: allenata da chi è vissuta in mezzo alla natura, la conosce e la ama, come ci aveva già dato modo di vedere anche in Papà Montagna).
A e B sono tutto questo.
Non vivono sempre tutto insieme, non la pensano allo stesso modo su tutto. Come in ogni convivenza, sperimentano anche la noia e il silenzio. Eppure ogni giorno si scelgono, si preferiscono.
A me è venuto in mente qualcuno. E a voi?
L’incanto di questo albo, che si colloca a metà tra la fiction e il silent, sta proprio nello sforzo che illustrazioni e testo chiedono al lettore: non solo di dire di sé, ma di dire la propria.
Nelle lunghe pagine silenti, nel cercare in quei meravigliosi paesaggi mattutini o serali le ombre di A e B che si allontanano o che si avvicinano.
Il libro è studiato anche nel ritmo: più veloce nei paesaggi narrativi in bianco e nero e in quel potente giallo, più lento nelle grandi doppie pagine.
Quanto tempo passa dall’inizio alla fine?
Impossibile dirlo con chiarezza.
Forse perché il segreto sta proprio lì.
In quel “…ogni giorno insieme.”










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