Di Govanni Colaneri vi ho già parlato altre volte. Del suo lavoro amo lo stile eccentrico e immediatamente riconoscibile: colori accesi, contrasti audaci, accostamenti che catturano lo sguardo come un piccolo shock visivo.
Ed è proprio qui che sta il fascino: questa esplosione grafica è quasi un ossimoro rispetto alla sua scrittura, sempre delicata, pacata, capace di arrivare in profondità con leggerezza.
In questo albo, pubblicato da artebambini_dada, Giovanni ci invita a guardare la crescita di un bambino attraverso la metafora di una talea. Un’immagine, quella della pianta, che altri hanno già utilizzato, ma che qui trova una nuova forza.
Perché coltivare una talea, proprio come accompagnare un bambino nella crescita, richiede tempo, pazienza, cura e attesa. Ma soprattutto perché questo libro affronta anche ciò di cui si parla poco: la possibilità della non riuscita.
È un tema enorme in educazione e spesso rimosso. Le talee, come i bambini, non sono giocattoli: non basta desiderare che crescano perché accada. E, allo stesso tempo, ogni educatore sa che arriva il momento più difficile di tutti: lasciare andare.
Questo è un albo che parla di cura senza possesso, di libertà, di fiducia nei processi e della capacità di accettare che i frutti non siano sempre immediati.
Un libro prezioso da regalare a chiunque si prenda cura dei bambini: educatrici ed educatori, insegnanti, nonni, pediatri, genitori. A tutti coloro che ogni giorno seminano senza avere la certezza di vedere subito sbocciare ciò che hanno coltivato.








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