Quante volte ci siamo avvicinati alle graphic novel scegliendole come libri per bambini che fanno fatica a leggere?
Quello che per un bambino di 6 o 7 anni è assolutamente normale diventa spesso il motivo per cui si rischia di mettere da parte la lettura ad alta voce. E invece no: non si può, non si deve, MAI rinunciare alla lettura condivisa… MAI!
Se la graphic novel sta vivendo un periodo felice, forse è anche perché, con le sue immagini e i balloon, ricorda il fumetto. Ma oggi non voglio darvi soltanto un titolo: vorrei proporvi un’esperienza di lettura condivisa, un piacere da vivere insieme.
Perché leggere Birba vi farà tornare alla vostra infanzia, a quando sfogliavate le strisce di Linus, che vi lasciavano sempre quella sensazione un po’ dolce e un po’ amara. I Peanuts erano geniali: scritti per bambini, sì, ma diciamolo… quell’ironia sottile da piccoli non la coglievi davvero. Si iniziava ad apprezzarla meglio verso i dieci anni.
Ecco, Birba è un libro molto simile.
Il formato da albo illustrato si presenta quasi in contrapposizione con il contenuto che, a sorpresa, è costruito proprio come una sequenza di balloon. Ogni mini-storia occupa una pagina: potresti leggerle anche senza seguire un ordine preciso, ma proprio come accade con le strisce di Linus, in realtà si apprezzano ancora di più se lette in sequenza, in un contesto più ampio e cronologico.
Birba è un cane minuscolo, ma in copertina appare gigantesco. Solo alla fine del libro si capisce che forse quella rappresentazione è l’immagine mentale della bambina, Zoe.
Fin dall’inizio scopriamo che Birba non era la prima scelta della bambina. Ma, come accade spesso nella vita, ciò che non sarebbe stato la nostra prima scelta si rivela poi la migliore per noi.
Birba non è il cane ideale: fa la pipì dove non dovrebbe, preferisce la maestra alla sua padrona… ma ha una caratteristica che la rende unica.
Per lei la sua bambina è tutto, e la bambina è tutto per lei.
Non perché Birba sia perfetta, o il cane dei sogni. Al contrario: è molto reale. Mangiucchia e distrugge oggetti, odia i gatti, preferisce il letto della bambina alla cuccia e spesso non obbedisce.
È un cucciolo.
Un cucciolo proprio come il cucciolo d’uomo.
E forse è anche per questo che, pur regalandolo o proponendolo ai nostri bambini dai 7 ai 10 anni, difficilmente riusciremo a non condividerlo con loro, desiderando leggerlo insieme.
Proprio come facevamo con quelle strisce di Linus che affollavano i nostri astucci, i diari e le pagine delle nostre agende.










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