Quante volte i bambini trovano mille scuse per non andare a letto?
L’esperienza della famiglia orso raccontata in questo libro è davvero comune a tantissime famiglie: proprio per questo ci risulta così familiare e amata.
Nonostante i personaggi siano animali antropomorfi — i tratti tipici e inconfondibili di Richard Scarry — la storia rimane verosimile, semplice e vicina a ciò che molti di noi vivono a casa.
Un orsetto fatica ad andare a dormire; un papà se ne accorge e, invece di creare un conflitto (non voglio generalizzare, ma spesso i papà sanno essere più creativi e giocherelloni), si mette in gioco in modo fantasioso.
Così, “nascondendo” inconsapevolmente l’orsetto sulle spalle, inizia una piccola caccia al tesoro per tutta la casa.
La bellezza di questo libro sta anche nel ruolo della mamma: pur avendo già iniziato le sue attività serali, entra anche lei, in piccola parte, nel gioco del papà.
Il libro dà ai genitori uno spunto prezioso, ma rimane fortemente dalla parte del bambino.
Il bambino può rivedere sé stesso nella poca voglia di andare a dormire, nella complicità con il papà, nei piccoli e straordinari strappi alle regole quotidiane.
Le illustrazioni di Richard Scarry, pur portando i colori tipici di trent’anni fa, non risultano datate o lontane dai bambini di oggi, grazie anche al grande lavoro editoriale che Mondadori sta facendo con la collana Leggere le figure.
Un bellissimo risultato: un libro che riesce a essere attuale, interessante e coinvolgente nonostante sia una delle opere meno conosciute dell’autore.
Grazie a Mondadori per l’impegno prezioso nel recuperare e valorizzare questi classici!








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