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Il mostro sul pigiama

Il mostro sul pigiama

“Maestra, il regalo che odio di più è il pigiama…”

Alzi la mano chi nella propria vita non ha mai ricevuto dalla tanto cara zia come regalo di Natale, compleanno o una qualsiasi altra ricorrenza, un P I G I A M A.
La scena più classica è questa:

“Puledrino, questo è il regalo da parte di zia, aprilo su!”

Il puledrino in questione lo afferra e, se è già entrato in età scolare, dalla forma e consistenza del pacchetto intuisce il pericolo delusione e si prepara psicologicamente, se invece è ancora un piccolo puledrino inesperto (delle brutte sorprese che si possono celare dentra alcuni regali) si accinge a scartarlo con il solito entusiasmo, ignaro di quello che sta per succedere, strappa la carta, e… Un pigiama.

La presa di coscienza è sempre seguita da qualche istante di spaesamento, in cui probabilmente il bambino si chiede per quale logica astrusa la zia abbia pensato che un pigiama potesse essere un regalo gradito (Che poi, il pigiama può essere inserito a ragione nella categoria dei regali?! Gli accademici ne stanno ancora discutendo… Ma di certo non rientra nella categoria “regalo per bambini”, zie rassegnatevi!).

Preso atto che si, è proprio un pigiama, il puledrino si alza, va dalla mamma e glie lo consegna (tieni, questo è per te, sai tu cosa ci si fa con questi cosi) e poi si fionda ad aprire un altro regalo o, se i regali da scartare sono finiti, a giocare col regalo bello.

Del resto, le mamme solitamente sono le uniche a essere contente di quella tipologia di regalo: finalmente qualcosa di utile e non ingombrante come i soliti giochi!

Il mostro sul pigiama

Il mostro sul pigiama

La storia del “Mostro del pigiama” inizia proprio così (e no, non è un libro di paura, nonostante il contesto “orrorifico” del regalo più brutto che sia mai esistito).
Un racconto semplice e divertente, senza troppe pretese rispetto ai contenuti, che fa parte della “Collana Tandem”, edita da Il castoro, pensata per accompagnare i primi lettori in un viaggio alla conquista del piacere della lettura.

Ma si sa, per ottenere questo ambito “piacere”, prima bisogna passare anche attraverso la ardua fatica della decifrazione delle lettere, che accompagna i bambini soprattutto per i primi due/tre anni della scuola primaria.
Per questo, ogni libro di questa collana è scritto utilizzando il carattere sasson che, per chi non lo sapesse, è un font ad alta leggibilità che facilita non solo la lettura ma anche la scrittura.

Di fatto il libro è proprio composto da due storie. La prima in stampato maiuscolo.
La seconda (e qui sta il bello) in stampato minuscolo può essere letta da un adulto, da un fratello maggiore, può invogliare il bambino stesso, quasi in una sorta di sfida, oppure più semplicemente può essere lasciata lì, in attesa di quando si saprà decifrare anche quel tipo di “codice segreto”.

Ho avuto modo di vedere due libri della collana e mi hanno fatto divertire entrambi.
Vi lascio, insieme a questi, altri titoli nel caso vi incuriosissero e voleste saperne di più.


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